FEDELTÀ DEL SUONO #287 – NOVEMBRE 2019 – DALL’11/9 AL 9/11…

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Dall’11/9 al 9/11…

 

 

99 LUFTBALLONS

 

[Strophe 1]

Hast du etwas Zeit für mich?

Dann singe ich ein Lied für dich

Von 99 Luftballons

Auf ihrem Weg zum Horizont

Denkst du vielleicht grad an mich?

Dann singe ich ein Lied für dich

Von 99 Luftballons

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Und, dass sowas von sowas kommt

 

[Strophe 2]

99 Luftballons

Auf ihrem Weg zum Horizont

Hielt man für Ufos aus dem All

Darum schickte ein General

‘Ne Fliegerstaffel hinterher

Alarm zu geben, wenn’s so wär

Dabei war’n dort am Horizont

Nur 99 Luftballons

 

[Strophe 3]

99 Düsenflieger

Jeder war ein großer Krieger

Hielten sich für Captain Kirk

Es gab ein großes Feuerwerk

Die Nachbarn haben nichts gerafft

Und fühlten sich gleich angemacht

Dabei schoss man am Horizont

Auf 99 Luftballons

 

[Strophe 4]

99 Kriegsminister

Streichholz und Benzinkanister

Hielten sich für schlaue Leute

Witterten schon fette Beute

Riefen, „Krieg!“, und wollten Macht

Mann, wer hätte das gedacht?

Dass es einmal so weit kommt

Wegen 99 Luftballons

 

[Bridge]

Wegen 99 Luftballons

99 Luftballons

 

[Strophe 5]

99 Jahre Krieg

Ließen keinen Platz für Sieger

Kriegsminister gibt’s nicht mehr

Und auch keine Düsenflieger

Heute zieh’ ich meine Runden

Seh’ die Welt in Trümmern liegen

Hab’ ‘n Luftballon gefunden

Denk’ an dich und lass’ ihn fliegen

 

 

[Verse 1]

If you have some time for me

Then I will sing a song for you

About ninety-nine balloons

On their way to the horizon

Do you think of me now?

Then I will sing a song for you

About ninety-nine balloons

And that such a thing comes from such a thing

 

[Verse 2]

Ninety-nine balloons

On their way to the horizon

Were taken for UFOs from space

Hence, a general sent

A squadron after them

To give the alarm

But there on the horizon

Were just ninety-nine balloons

 

[Verse 3]

Ninety-nine jet fighters

Each was a great warrior

Regarded themselves as Captain Kirk

There was a great display of fireworks

The neighbors didn’t understand

And soon felt offended

Then they shot at the horizon

At ninety-nine balloons

 

[Verse 4]

Ninety-nine ministers of war

Matches and petrol canisters

Regarded themselves as clever people

Already on the scent of fat quarry

They shouted, “War,” and wanted power

Man, who would have thought

That someday it would come this far

Because of ninety-nine balloons

 

[Bridge]

Because of ninety-nine balloons

Ninety-nine balloons

 

[Verse 5]

99 years of war

Left no place for winners

War ministers don’t exist anymore

And not one jet

Today I stroll around

See the world in ruins

I’ve found a balloon

I think about you and let it fly

 

 

Album: Nena

Artista: Nena

Autore: Jörn-Uwe Fahrenkrog-Petersen & Carlo Karges

Produttore: Manfred Praeker & Reinhold Heil

Data di uscita: 1983

 

 

Gli appassionati di numeri e numerologia probabilmente avranno elaborato diverse congetture su questi due numeri, il 9 e il numero 11.

 

9 novembre 1989, 1989/11/09, 11/9 all’americana è la data che ricorda la caduta del muro di Berlino, avvenuta esattamente trenta anni fa.

11 settembre 2001, 2001/09/11, 9/11 è invece la data che ormai universalmente ricorda la tragica vicenda del crollo delle torri gemelle a New York.

 

9/11 è diventato un’icona, tristemente famosa grazie a film e documentari realizzati per tentare di descrivere la follia della guerra di religione, il fanatismo, la chiusura, il terrore islamista con il quale, ancora oggi, facciamo purtroppo i conti quotidianamente…

11/9 è invece all’opposto un simbolo che ci ricorda il desiderio di pace, la voglia di libertà di un popolo e di un continente…

 

11/9… 9/11… gli strani giochi del destino racchiusi in due numeri, invertendo i quali cambia completamente la prospettiva della nostra storia, delle nostre società.

 

Quel 9 novembre rappresentò per la mia generazione la fine di un incubo, la guerra fredda, e la potenziale riunione di una città, una nazione e un continente, divisi a tavolino dalle due superpotenze che vinsero la seconda guerra mondiale.

Io ho avuto la fortuna di vivere entrambe le facce di Berlino: ho studiato economia nella Germania Est (DDR) vivendo a Berlino Est nel 1983. C’erano i soldati russi che pattugliavano le strade buie e desolate di Berlino Est, c’era la fame rappresentata dai grandi supermercati vuoti e dai tassisti abusivi che la notte ti scarrozzavano in giro per la città sulle loro rumorose e piccole Trabant. C’erano tante ragazze e ragazzi che vedevano i grattacieli illuminati al di là del muro ma che non riuscivano bene a capire se fossero veri o falsi, tanto erano indottrinati e plagiati dalla terribile e violenta dittatura comunista. Ma c’era soprattutto una grande voglia di libertà che si esprimeva nel desiderio di poter viaggiare, cosa che a loro, berlinesi dell’Est, era assolutamente proibita.

Non avevano il passaporto ma soprattutto non potevano attraversare quella lunga e stretta strada, circondata di recinzioni, filo spinato, Vopos e campi minati che poteva solo condurli dalla loro prigione dorata alla vera prigione della DDR.

E così in tanti cercavano di fuggire da Berlino e dai Muri che avevano metaforicamente diviso non solo una città ma una nazione, un continente e un mondo, oltre ad aver fisicamente tagliato in due case, palazzi, famiglie…

Solo chi non ha visto Berlino Est prima del 1989 può parlare di Muro al singolare. In effetti i Muri (al plurale) erano due e correvano paralleli divisi da una striscia di terra presidiata dalle truppe sovietiche e dai Vopos, la polizia popolare tedesca che era tristemente nota in tutta la Germania Est e a Berlino Est in particolare.

Ma torniamo a parlare del Muro di Berlino e della sua storia: il Muro (torniamo a chiamarlo come ormai tutti lo chiamano!) venne eretto nella notte tra il 12 il 13 agosto del 1961, ufficialmente (da parte della DDR) come protezione antifascista (già allora si usava parlare di antifascismo per mascherare veri intenti prevaricatori e violenti, tipici dei regimi dittatoriali come il fascismo e il comunismo). In effetti il Muro fu una scelta obbligata per cercare di fermare il continuo esodo di cittadini della DDR che tentavano di fuggire nella vicina e ricca Repubblica tedesca (BRD). Dal 1961 al 1989 ci sono stati oltre 5.000 tentativi di fuggire in occidente superando il muro. La gran parte di questi tentativi fu scoperta e i fuggitivi arrestati. Le cifre ufficiali parlano di circa 130 morti anche se le stime ci restituiscono un numero molto più vicino alle 240 uccisioni da parte della temibile Vopos.

Per fortuna 30 anni fa il muro fu abbattuto senza che ci fosse un solo atto di violenza e la Storia voltò pagina, aprendosi ad un’era di speranza e di euforia… tristemente chiusa con la tragedia dell’11 settembre 2001.

 

Allora questo mese ho voluto rendere omaggio a una canzone dal motivo orecchiabile e accattivante se non fosse che, essendo cantata in tedesco, non ne capivamo le parole. 99 Luftballons di Nena è diventata, senza volerlo, il motivo che ha fatto da sottofondo a quel cambio epocale che fu la caduta del Muro di Berlino…

C’è sempre una canzone, un motivo, una melodia musicale a sottolineare e ricordare i nostri momenti importanti o quelli di un’intera generazione.

 

Scrivetemi pure, come sempre, senza remore a:

abassanelli@fedeltadelsuono.net

 

Buona musica e avanti tutta!

 

 

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EDITORIALE

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