FEDELTÀ DEL SUONO #301 – MARZO 2021 – ODIO GLI INDIFFERENTI

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FEDELTÀ DEL SUONO #301 – MARZO 2021 – ODIO GLI INDIFFERENTI

 

 

Odio gli indifferenti

 

 

A volte ho la sensazione di essere solo al mondo.

Altre volte ne sono sicuro.

CHARLES BUKOWSKI

 

 

Odio gli indifferenti.

 

Credo che vivere voglia dire essere partigiani.

Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano.

L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.

Perciò odio gli indifferenti.

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L’indifferenza è il peso morto della storia.

L’indifferenza opera potentemente nella storia.

Opera passivamente, ma opera.

È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza.

Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.

Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa;

e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente.

Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

 

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti.

Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto.

E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo.

E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini.

Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano.

Vivo, sono partigiano.

Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.

 

 

8 marzo 2020…

Ancora non si capiva bene cosa stesse accadendo e quanto la cosa fosse grave ma in quell’8 marzo di un anno fa noi tutti prendemmo coscienza di cosa significassero termini come lockdown, dpcm, distanziamento e molti altri ancora a venire.

E fummo tutti reclusi in casa… un mese, poi un altro ancora e poi ancora fino ad arrivare a maggio e poi, con la stagione calda i primi allentamenti…

La sottovalutazione di un disastro che non era terminato e che ancora adesso non sembra terminare.

 

Un anno è passato e CENTOMILA PERSONE sono morte di, con… per colpa del COVID 19.

 

Continuo a pensare che molti errori sono stati commessi e che molti altri ne stiamo ancora commettendo ma verrà il tempo delle analisi e dei giudizi. Ora è il tempo del ricordo, di chi non c’è più, di chi ancora lotta e non si arrende, di chi ancora combatte in prima linea.

 

Questo anno appena trascorso ci ha lasciato molte ferite, alcune delle quali ancora non sono perfettamente visibili e i loro effetti ci segneranno per gli anni a venire.

La ferita più grande credo che sia la RASSEGNAZIONE.

 

Un anno fa tutti gridavano ANDRÀ TUTTO BENE e invece NULLA È ANDATO BENE!

Un anno fa tutti cantavano dai balconi mentre oggi tutti sono chiusi in casa.

Un anno fa avevamo delle speranze, oggi abbiamo davanti solo tanta confusione e molta rassegnazione…

 

Eppure io credo fortemente che non possiamo, non dobbiamo rassegnarci a pensare che non ci sia nulla da fare.

Sono certo che molti di voi, molti di noi nutrono ancora in sé la certezza che si debba fare del tutto per cambiare le cose.

Ecco perché ODIAVO e ODIO quella STUPIDA frase coniata da un decerebrato che recitava: ANDRÀ TUTTO BENE…

Stupida e inutile frase a effetto che celava al suo interno un virus ancora più pericoloso del Covid: andrà tutto bene implicava quel fatalismo tipicamente italiano, la sciocca idea che qualcosa accadrà e che le cose si risolveranno al di là dei miei sforzi, al di là del mio impegno… anzi NON DEVO FARE NULLA perché ANDRÀ TUTTO BENE!

 

Odio questo sentimento tutto italiano di affidarsi alla Divina Provvidenza di manzoniana memoria, allo “stellone”, alla botta di culo o a quel deus ex machina che già nella tragedia greca interveniva per tirare fuori d’impaccio l’eroe di turno…

 

Noi siamo sempre quel popolo che aspetta l’arrivo dell’Uomo della Provvidenza, quello che con i suoi poteri salvifici risolverà ogni cosa e siamo pronti ad osannarlo e portarlo in trionfo, tranne poi scaricarlo e dimenticarlo quando ne arriva uno che è più provvidenziale dell’altro!

Ci affidiamo a qualcuno perché NON VOGLIAMO PRENDERCI LE NOSTRE RESPONSABILITÀ.

Lo abbiamo sempre fatto e sempre lo faremo…  in questo la pandemia non ci ha cambiato, se non forse in peggio!

 

Ecco perché ho voluto aprire questo mio editoriale con le parole scritte nel 1917 da Antonio Gramsci… parole profetiche perché sarebbero state d’attualità qualche anno dopo, e poi ancora qualche lustro dopo e poi ancora un secolo dopo!

 

ANCHE IO ODIO GLI INDIFFERENTI!

 

Li odio con ogni fibra del mio essere.

Odio chi non sceglie da che parte stare, odio quelli che non si prendono le loro responsabilità, odio chi non sa decidere cosa fare ma è bravissimo nel criticare chi fa.

Odio chi punta il dito contro la pagliuzza nell’occhio altrui senza vedere la trave che ha nel proprio.

Ma di contro AMO i DIVERSI, AMO chi si EMOZIONA, AMO chi la pensa diversamente da me, AMO chi mi critica ma accetta anche il punto di vista altrui…

 

Odio chi ti critica senza costruire, odio chi ti vuole zittire solo per la paura che ha di pensare, ODIO CHI SI RASSEGNA SENZA LOTTARE!

Odio gli indifferenti e provo pena e rabbia per chi non è pronto a lottare per le proprie idee perché, come diceva un altro grande intellettuale del ‘900 a me molto caro, Ezra Pound, o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui!

 

Scrivetemi pure, come sempre, senza remore a:

abassanelli@fedeltadelsuono.net

 

Buona musica e avanti tutta!

 

 


 

 

EDITORIALE

Odio gli indifferenti

di Andrea Bassanelli

 

IN COPERTINA

Paolo Conte

“L’eleganza dell’intelligenza”

di Mauro Bragagna

 

IL CAPPELLO A CILINDRO

Lettere al Direttore

di Andrea Bassanelli

 

ADVENTURES IN HI-FI

di Umberto Nicolao

 

IL REGNO DEGLI ASCOLTI

Amplificatore integrato

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L’integrato d’acciaio!

di Gianmaria Dellai

 

Network audio server + media server

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Finale di potenza stereo

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di Roberto Pezzanera

 

I DECALOGHI

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Andrea Bassanelli

Sono Andrea Bassanelli, giornalista specializzato nel settore tecnologico e della comunicazione da più di trent'anni e da dieci anni editore nel settore HIFI, DIY, HITECH, MOTO, AUTO, CINEMA, ANNUNCI ECONOMICI, CUCINA, PESCA, FUNGHI e qualcos'altro ancora a venire... Ho iniziato a lavorare come giornalista nel lontano 1983, scrivendo per molti gruppi editoriali prestigiosi come IL SOLE 24 ORE, MONDADORI, RIZZOLI CORRIERE DELLA SERA, GRUPPO EDITORIALE SUONO, solo per citarne alcuni. Mi occupo di informatica, tecnologia, hi-fi, internet, comunicazione con grande attenzione a tutto il variegato mondo del web. Ho fondato e diretto diverse aziende e collaborato come consulente con decine di società, sia in Italia che all'estero.

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