Guglielmo rende il Data Offloading protagonista delle Smart Cities

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Grazie all’app BabelTEN il cittadino può essere finalmente “Always Best Connected
wifi-GuglielmoI progetti che riguardano direttamente le Smart Cities, come anche indicato dal Governo Italiano con la nuova Agenda Digitale, hanno come punto fondamentale sia lo sviluppo del servizio WiFi che la disponibilità degli hot spot pubblici ed il loro utilizzo. Proprio in questo nuovo scenario di connettività Guglielmo considera il Data Offloading il punto fondamentale ed indispensabile per l’accesso Internet nomadico del cittadino.

La tecnologia è stata sviluppata per “scaricare” le reti mobili degli operatori su rete WiFi, evitando quindi la congestione della rete 3G/4G dovuta agli innumerevoli dispositivi mobili (smartphone e tablet) che ogni giorno utilizzano internet in mobilità.

Questo principio può ovviamente essere applicato anche alle reti WiFi urbane, tipicamente gratuite, che vengono realizzate nell’ambito dei progetti Smart Cities in tutto il mondo. Tuttavia per poter accedere alle reti WiFi urbane  l’utente deve effettuare una autenticazione che molto spesso si rivela tutt’altro che “smart” a causa della complessità del login o per l’utilizzo di pubblicità invasiva.

Sicuramente il modo più efficace per autenticare un utente è tramite i dati della propria SIM ed per questo motivo che Guglielmo ha sviluppato l’app BabelTEN, disponibile dallo scorso Novembre su Google Play per Smartphone e Tablet Android. Destinata alle reti WiFi urbane di Guglielmo, utilizza un algoritmo proprietario in grado di codificare i dati della SIM dell’utente garantendo al cittadino di essere veramente “Always Best Connected”.

Dopo quasi 2 mesi sono circa 1.000 i cittadini  che utilizzano regolarmente BabelTEN, i feedback sono molto positivi ed il trend è in costante crescita – dichiara Giovanni Guerri, Presidente e CEO di Guglielmo –  Il nostro obiettivo è raggiungere i 100.000 utenti nel corso del 2013, anche grazie alla sempre maggiore diffusione della nostra rete  WiFi che ha ampiamente superato i 12.000 access point con oltre 1.500.000 utenti registrati al servizio. il Data Offloading è l’unico modo per rendere il WiFi uno strumento realmente complementare alle reti mobili e allo stesso tempo può essere molto utile per contribuire al suo sviluppo nella Pubblica Amministrazione.”

Questo nuovo metodo di autenticazione è probabilmente la più interessante evoluzione delle reti di hot spot pubbliche e permette l’accesso internet senza l’utilizzo di username e password, senza nessun tipo di azione diretta da parte dell’utente e senza nessun processo di registrazione specifico.

Guglielmo ha inoltre sviluppato una piattaforma piuttosto sofisticata con cui possiamo raccogliere i dati di accesso su scala geografica, nel massimo rispetto della privacy – afferma il Prof. Gianluigi Ferrari dell’Università di ParmaAbbiamo constatato che ogni utente ha mediamente “scaricato” sulla rete WiFi pubblica più di 300MB/mese. Inoltre nelle aree con una maggiore densità di hot spot abbiamo registrato picchi di utilizzo fino a 1GB/mese.”.

Autenticazione su base SIM, misurazione in tempo reale su entrambe le interfacce per riconoscere la migliore connessione disponibile, approccio Make-Before-Break per la continuità di servizio, ottimizzazione dei ritardi durante il processo di autenticazione e mitigazione dell’effetto ping-pong a bordo cella sono alcune delle caratteristiche che contraddistinguono BabelTEN e la rendono sicuramente un app di fondamentale utilizzo nelle future Smart City.

 

About Guglielmo

Guglielmo è tra i principali wireless internet service provider in Italia la cui rete è costituita da oltre 12.000 access point ed oltre 1.500.000 utenti registrati tramite la propria piattaforma LUMEN. Deve il suo nome alla volontà dei fondatori di riconoscere un doveroso tributo al fisico bolognese Guglielmo Marconi, inventore delle onde radio e padre delle telecomunicazioni. Oltre alla normale attività di service provider, Guglielmo è molto attiva in R&D attraverso una stretta collaborazione con l’Università di Parma che ha portato alla definizione di diversi prodotti attualmente commercializzati nell’ambito del variegato universo dell’Internet of Things.

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